Tecnica e funzionale
Pubblichiamo alcune immagini che per motivi di spazio non sono state inserite nell’articolo “Tecnica e funzionale” di Mauro Chiabrando del numero 119 di Charta.
Tecnica e funzionale
La grafica tra le due guerre nei repertori della réclame
Perché l’occhio possa percepire ciò che generalmente non è scritto sui libri di storia, ovvero l’evolvere del gusto, occorre visionare i materiali dell’epoca a caccia di dettagli, soprattutto in pubblicità. L’ampia diffusione storica del collezionismo di manifesti ha indubbiamente favorito la loro conservazione e catalogazione, il macero e le distruzioni belliche hanno invece inghiottito gran parte dei cataloghi commerciali, inserti e pieghevoli. Un pulviscolo di materiali che – tranne quando si trovino conservati negli archivi dei singoli autori, delle aziende committenti o delle tipografie – raramente trovano modo di tornare alla luce. Per questa ragione una fonte preziosa (fortunatamente posseduta dalle biblioteche) per cogliere dall’interno i cambiamenti e le innovazioni tecniche e stilistiche che nella prima metà del Novecento hanno interessato la pubblicità in Italia sono le riviste specialistiche, i fascicoli monografici e le guide di settore.
Vi racconto la réclame
L’opera meno conosciuta di Antonio Rubino
(estratto del numero 117)
Antonio Rubino è noto come geniale autore di capolavori illustrati quali Versi e disegni (1911) e Viperetta (1920), caratterizzati dalla perfetta continuità/contiguità tra testi e immagini. Rubino pubblicò decine di volumi per l’infanzia, sperimentando persino la produzione di filmati d’animazione e nella prima metà del Novecento fu anche indiscusso protagonista dell’avventura editoriale. Cofondatore nel 1908 del “Corriere dei Piccoli”, fu animatore del giornale illustrato della Terza Armata “La Tradotta” durante la Grande Guerra. Collaborò a innumerevoli testate: il “Giornalino della Domenica”, “Il Balilla” “La Lettura”, il “Secolo xx”, “Il Risorgimento Grafico”, “Il Touring Club Italiano”, “Il Popolo d’Italia”, “L’Illustrazione del Popolo”, “Scena Illustrata”. Dal 1922 diresse la “Bibliotechina de la Lampada” e dal 1934 “Topolino” per Mondadori. Non c’è ambito dell’illustrazione che non lo abbia visto in primo piano: dall’ex libris alle copertine degli spartiti musicali, dalle testatine ai disegni per riviste agli opuscoli e al materiale didattico. Non stupisce pertanto che i suoi personaggi attraversino anche le pagine e i fogli della pubblicità e della propaganda. Gli stessi che occhieggiano alle sue spalle in una cartolina “pubblicitaria” con autocaricatura (ne dedicò una copia in una serata all’osteria nel 1927 a mio padre allora studente universitario), soggetto ripreso poi nella testatina di una sua carta da lettere negli anni Venti così come in un ex libris personale del 1945 con il motto “nunquam solus”.








