Nello spirito Millenario di Camaldoli
Pubblichiamo questo articolo dal numero 122 di Charta in uscita a breve nelle librerie di cui potete trovare l’elenco qui
La Biblioteca della Comunità monastica di Camaldoli
di Alessandro Brezzi
“Ita ut nullus pertranseat annus in quo ad minus auri X in libris non expendantur” .
L’importanza del libro in Casentino, la prima valle dell’Arno, dove si trovano sia il castello dei conti Guidi di Poppi che il grande complesso monastico di Camaldoli, appare in tutta evidenza dal passaggio sopra citato, tratto dalla Regula vitae eremiticae, l’insieme di norme che regolava e regola l’antica comunità monastica camaldolese e che i seguaci di Romualdo insediati tra l’Eremo e il Cenobio di Fontebuona (all’interno peraltro di un territorio che, dopo l’Unità, diventerà di pertinenza del Comune di Poppi) dopo averne disposto per secoli in versione manoscritta, fecero stampare direttamente all’interno del Monastero agli albori del XVI secolo, affidandosi all’arte tipografica del bresciano Bartolomeo Zanetti e contribuendo con ciò stesso alla diffusione della prima opera “a caratteri mobili” che abbia mai visto la luce in terra di Arezzo. La portata di quella prescrizione della Regola (che imponeva di spendere ogni anno almeno dieci pezzi d’oro nell’acquisto di libri) è probabilmente stata tale da aver determinato dapprima la nascita della grande biblioteca camaldolese e, in seguito il trasferimento, sia pur forzoso, di buona parte di quel vasto complesso documentario all’interno di altri istituti della vallata, in primis la Biblioteca Comunale “Rilli-Vettori” di Poppi, e anche all’esterno. Così che non è azzardato affermare che, ancor oggi, una buona metà del patrimonio librario storico del Casentino “emana” da ambiti camaldolesi, così come è fisicamente situata all’interno di due ricostituite biblioteche (una nel Monastero e l’altra nell’Eremo di Camaldoli) una delle più grandi raccolte di libri moderni della vallata. Per cui tratteremo e parleremo qui della Comunale di Poppi, non rinunciando però a trattare e a parlare delle biblioteche camaldolesi, nella convinzione di avere a che fare con un corpus documentario per molti aspetti omogeneo, oltre che ubicato nell’ambito di una stessa ripartizione geografica e amministrativa.
Nello spirito del millenario
La Biblioteca Comunale rilliana di Poppi di Alessandro Brezzi
Riportiamo qui una descrizione più dettagliata del patrimonio codicografico e bibliografico della Biblioteca Comunale di Poppi.
Sulla base di un generalissimo criterio classificatorio, il patrimonio librario della Comunale di Poppi risulta praticamente diviso nelle seguenti nove sezioni (di cui le prime otto attengono alla Sezione Storica e la nona alla Moderna):
Manoscritti: Ottocentosessantotto in tutto, dei quali 412 descritti in vari cataloghi a stampa e i restanti in via di catalogazione. Dell’intera raccolta, circa un centinaio appartengono al periodo medievale e rinascimentale, dal XII al XV secolo, e numerosi sono arricchiti da preziose miniature, filigrane, capilettera ornati, di varie epoche e scuole. Il resto della raccolta è costituito da materiale minore di storia locale, senz’altro meno valido artisticamente e tuttavia molto importante per lo studio delle vicende della vallata. Tra le numerose curiosità e rarità del fondo, basti qui citare la presenza di quel gruppo già citato di importanti codici medioevali e rinascimentali provenienti dal nucleo originario e più antico della Biblioteca del Sacro Convento di Assisi che il Rilli, muovendosi dalla sua abitazione di Montefalco, si procurò tra 1810 e 1811.
Il restauro delle legature coeve dal fondo camaldolese della Rilliana
Salviamo una Biblioteca è il nuovo progetto che la nostra casa editrice propone a tutti gli interessati. Si tratta ancora una volta di salvare e di recuperare i testi appartenenti agli scaffali di una intera biblioteca scelta tra quelle che ne fanno richiesta.
Riportiamo qui un brano tratto dal numero 119 di Charta, scritto da Alessandro Scarsella, che ci dà notizie sulla Biblioteca Rilliana di Poppi e sul fondo camaldolese che è in procinto di essere restaurato.
Il Millenario della fondazione dell’eremo di Camaldoli sarà celebrato nel corso del 2012 con manifestazioni culturali e di ricerca di assoluta eccellenza. Culminando nei due convegni internazionali di studi storici 31 maggio-2 giugno 2012 : “Camaldoli e l’Ordine Camaldolese dalle origini alla fine del XV secolo” e 30 maggio – 1 giugno 2013: “Camaldoli e l’Ordine Camaldolese dal XVI al XX secolo”, l’inziativa toccherà le sedi di Firenze, Venezia, Roma, Ravenna ma anche Fabriano, Arezzo, Sansepolcro e Poppi, lungo la Via Sancti Romualdi e sul percorso della spiritualità e della tradizione camaldolese, irradiatasi dall’inizio dell’anno 1000 lasciando il segno luoghi di culto venerabili e in raccolte librarie sparse nei territori toccati dalla “piccola regola di San Romualdo”.











