La biblioteca dei Girolamini
Per tenervi al corrente sulla situazione delle indagini sullo scempio subito dalla Biblioteca dei Girolamini di Napoli di cui vi avevamo già dato notizia vi informiamo che la Repubblica di oggi riporta: “… dopo la pubblica denuncia dell’esperto Tommaso Montanari, scatta l’arresto dell’ex direttore della Biblioteca, Massimo Marino De Caro, accusato di peculato per essersi appropriato di manoscritti, volumi e altri beni appartenenti al patrimonio che avrebbe dovuto proteggere.”
Dall’inchiesta sembra che De Caro non solo rubasse importanti documenti storici del nostro patrimonio librario, ma anche li rivendesse all’estero.
Non riteniamo corretto dare giudizi in merito a un’indagine che ancora non vede colpevoli certi, ma ci preme sottolineare che, comunque si concluda la vicenda giudiziaria, il caso resta aperto su un importante problema italiano: il degrado e l’abbandono di alcune delle nostre biblioteche che contengono gran parte della nostra storia.
Biblioteca chiusa per degrado!
La Biblioteca dei Girolamini di Napoli è una delle biblioteche storiche più importati d’Italia e conserva 150 mila manoscritti e libri antichi che fanno parte ormai del patrimonio librario mondiale. Fu aperta al pubblico nel 1586 e fu la biblioteca che Gian Battista Vico frequentava durante le molteplici ore di studio.
Una biblioteca dunque il cui contenuto è considerato assolutamente e indiscutibilmente prezioso.
Dal 1980 inizia il declino: l’edificio viene usato come luogo di ospitalità per gli sfollati del terremoto e da quel momento comincia a svanire dal panorama culturale, anche per gli stessi intellettuali e studiosi napoletani che la eliminano, sebbene involontariamente, dal novero delle biblioteche dedicate all’approfondimento e alla ricerca.
Il degrado e l’abbandono hanno portato oggi a decidere di chiuderla per riordino e manutenzione e il direttore Marino Massimo Caro ha denunciato alla Procura della Repubblica la scomparsa di millecinquecento libri.
A prescindere dai trascorsi del direttore di cui potete leggere qui i dubbi in un appello indirizzato al Ministro Lorenzo Ornaghi firmato da circa cinquecento intellettuali italiani, abbiamo voluto mettere in evidenza una notizia che affligge molte delle nostre biblioteche e cioè la scarsa attenzione a un patrimonio culturale e a beni così delicati e preziosi che spesso, proprio perchè ne siamo detentori, vengono messi da parte o dati per scontati.
La nostra speranza è che, non solo, si usino le competenze di cui il nostro Paese è ricco, ma anche che si usi la massima cura nei confronti di luoghi che racchiudono la nostra memoria storica.









