Vi racconto la réclame
L’opera meno conosciuta di Antonio Rubino
(estratto del numero 117)
Antonio Rubino è noto come geniale autore di capolavori illustrati quali Versi e disegni (1911) e Viperetta (1920), caratterizzati dalla perfetta continuità/contiguità tra testi e immagini. Rubino pubblicò decine di volumi per l’infanzia, sperimentando persino la produzione di filmati d’animazione e nella prima metà del Novecento fu anche indiscusso protagonista dell’avventura editoriale. Cofondatore nel 1908 del “Corriere dei Piccoli”, fu animatore del giornale illustrato della Terza Armata “La Tradotta” durante la Grande Guerra. Collaborò a innumerevoli testate: il “Giornalino della Domenica”, “Il Balilla” “La Lettura”, il “Secolo xx”, “Il Risorgimento Grafico”, “Il Touring Club Italiano”, “Il Popolo d’Italia”, “L’Illustrazione del Popolo”, “Scena Illustrata”. Dal 1922 diresse la “Bibliotechina de la Lampada” e dal 1934 “Topolino” per Mondadori. Non c’è ambito dell’illustrazione che non lo abbia visto in primo piano: dall’ex libris alle copertine degli spartiti musicali, dalle testatine ai disegni per riviste agli opuscoli e al materiale didattico. Non stupisce pertanto che i suoi personaggi attraversino anche le pagine e i fogli della pubblicità e della propaganda. Gli stessi che occhieggiano alle sue spalle in una cartolina “pubblicitaria” con autocaricatura (ne dedicò una copia in una serata all’osteria nel 1927 a mio padre allora studente universitario), soggetto ripreso poi nella testatina di una sua carta da lettere negli anni Venti così come in un ex libris personale del 1945 con il motto “nunquam solus”.








