Futurismo

Lega Nazionale 120

 

La mostra Lega Nazionale 120. 1891 – 2011. Dal Futurismo alla Lega Nazionale in corpo 12 racconta i 120 anni di vita della Lega Nazionale e di come le Terre Irredente cercavano di riconquistare e di difendere la lingua e l’italianità delle regioni dei nostri confini orientali. Le idee passavano attraverso la propaganda e la pubblicità (con i calendari, le cartoline) che erano spesso opera di grandi illustratori:  Glauco Cambon, Argio Orell, Vito Timmel, Pollione Sigon, Pietro Coelli e un giovane Depero non ancora futurista. L’ultimo calendario prima che tutto passasse nelle mani dell’Opera Balilla, fu quello per l’anno 1928 di Guido Marussig.

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L’Italia veloce ha fatto poker

Una scoperta al MART di Rovereto

(estratto del 116)

 

di Luigi Frugone

 

Il nostro presente è quel futuro immaginato da F.T. Marinetti, che nel rifiuto dei valori classici tradizionali, ricercando l’esaltazione di uno stile di vita nuovo, rivoluzionò ogni aspetto della quotidianità considerandola statica e passatista, intendendo l’arte non più come rappresentazione, ma come comunicazione di pensieri, idee, emozioni, attraverso una travolgente “ricostruzione futurista dell’universo”. Conseguentemente, nata in ambito letterario, l’azione dei futuristi si estese velocemente alla pittura, alla musica, al teatro, all’architettura e a tutte quelle arti considerate spesso a torto, “minori”, certi che l’arte potesse e dovesse essere “totale”; quindi anche potentemente pubblicitaria.

Fortunato Depero, nel “Numero unico futurista Campari” del 1931, affermò non esservi alcuna differenza tra il suo quotidiano lavoro di pittore e la pubblicità commerciale brillantemente progettata e, per F.T. Marinetti, perché questa fosse futurista era necessaria “massima originalità, massima sintesi, massimo dinamismo, massima simultaneità, massima portata mondiale”, in uno stile che sviluppasse temi quali il culto della velocità, l’aggressività, il mito della macchina, l’ideale di un uomo “nuovo” sportivo e forte, dominatore della frenetica società industriale.

 

 

Nasce l’almanacco

In questo contesto l’iniziativa di Oscar Fusetti, futurista della prima ora, patrocinata dallo stesso Marinetti, è quella di un almanacco che offra una summa dei primati artistici, creativi e industriali dell’Italia moderna. Fusetti, dopo l’incontro del 1929 con Fillia, che riaccende in lui l’interesse per il futurismo, fonda a Milano, nel 1930, le “Edizioni Metropoli”, riallacciando rapporti interrotti, negli anni della militanza socialista, da contrasti con le tesi politiche del movimento. All’epoca ha trent’anni e pensa futuristicamente in grande, progetta l’almanacco con la collaborazione di Munari, Diulgheroff, Prampolini, Balla, Pozzo, Dottori, Thayath, Gambini e molti altri (come risulta dalla pagina pubblicitaria del 9 ottobre 1930 su “Giovedì – settimanale di letteratura teatro arte”) . Lo presenta nel maggio 1930 alla Triennale Internazionale di Arti Decorative di Monza, poi, forte della sua posizione di commissario della Fiera di Milano, in uno stand al padiglione del libro. Organizza attentamente fin nei più minuti dettagli il lancio dell’iniziativa, con un’intensa attività promozionale, cercando con pervicacia il coinvolgimento di personalità del regime, non tralasciando neppure la sponsorizzazione di tre fuoribordo che, in una gara motonautica, vestirono i colori delle “Edizioni Metropoli”. Continua a leggere

Le Cattedre

 

Partecipate alle Cattedre Ambulanti, i corsi itineranti di Nova Charta a Città di Castello nel 2013:

il Libro Antico

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