Il falso originale
In occasione della mostra dedicata ad Arnaldo Forni, libraio, antiquario e editore che ebbe l’intuito e il merito di pubblicare copie anastatiche di opere originali difficilmente reperibili,riportiamo l’articolo di Francesco Rapazzini tratto dal numero 6 di Charta
Il falso originale di Francesco Rapazzini
C’è il vero e il falso. E c’è la copia anastatica. E’ questa, per semplificare, una specie di fotografia dall’originale: si sceglie un libro antico, ormai introvabile, lo si riprende tale e quale fu stampato e lo si edita. Semplice, no? Ebbene, per ottenere un buon risultato ci si sono provati in tanti. Pochi, pochissimi ci sono riusciti. E’ da un trentennio circa, che i mezzi tecnici dell’editoria hanno permesso agli amanti dei libri e agli studiosi di accedere a quei testi, rari e antichi, che per la loro unicità, l’elevato costo, o la presenza in biblioteche lontanissime e quindi irraggiungibili, erano fuori dalla loro portata. Nessun campo dello scibile è stato dimenticato da chi si occupa di anastatica: dal settore storico all’artistico, dall’araldico a quello filosofico, folcloristico, numismatico, botanico, grammaticale e linguistico, gastronomico. Ce ne siamo dimenticati alcuni?








