Biglietto, prego
Pubblichiamo alcune immagini che per motivi di spazio non sono state inserite nell’articolo “Biglietto, prego” di Patrizio Mazzanti del numero 126 di Charta, pagina 60.
Biglietto, prego
Tipografici o illustrati dal XVIII secolo documentano la storia del turismo
Quando per la prima volta venne aperto al pubblico un museo? Nel 1471, quando Papa Sisto IV donò “al popolo romano” un nucleo di opere d’arte antiche, fino ad allora conservate nel palazzo del Laterano, perché venissero esposte in Campidoglio, dando vita ai Musei Capitolini. All’epoca esistevano altre grandi raccolte, soprattutto nelle capitali dei tanti Stati italiani, ma destinate ancora per molti anni a restare private. Una delle più importanti e famose, quella di Lorenzo il Magnifico, già strutturata prima della sua morte nel 1492, infatti prenderà forma di museo solo nel 1785 in pieno clima illuminista. Grazie alle idee del Secolo dei Lumi le grandi raccolte artistiche dinastiche o collezionistiche finalmente si trasformeranno in musei aperti al pubblico, col riconoscimento del valore didattico e culturale dei beni artistici, soprattutto antichi. Ecco perché è proprio nella seconda metà del Settecento che appaiono i primi biglietti d’ingresso. La visita e il godimento delle raccolte non erano più un omaggio riservato a persone conosciute o potenti, ma a poco a poco diventeranno un diritto: seguendo regole precise, si poteva otteneva il permesso e si era liberi di visitare e “istruirsi”. I primi veri e propri biglietti d’ingresso conosciuti erano dei piccoli documenti cartacei, in parte prestampati, che venivano rilasciati al richiedente; di solito erano intestati a un titolare e a un certo numero di persone al suo seguito. I visitatori erano in genere persone di alto livello sociale che viaggiavano sempre “in compagnia”, una sorta di piccola corte.
La Vispa Teresa correa tra i fumetti
Pubblichiamo alcune immagini che per motivi di spazio non sono state inserite nell’articolo “La Vispa Teresa correa tra i fumetti” di Elisabetta Gulli Grigioni del numero 126 di Charta, pagina 52.
La Vispa Teresa correa tra i fumetti
Ragazzine alla ricerca di identità in un esuberante periodico del dopoguerra
Non mi sembra facile trovare notizie circa il «Settimanale per le bimbe grandi» (in un secondo tempo, «Settimanale delle piccole donne» e quindi «Settimanale del Sabato»), intitolato «La Vispa Teresa», pubblicato dal 1947 al 1954 dalla milanese Editoriale Dea sotto la direzione di Giorgio Pierotti Cei e poi di Lia Pierotti Cei. Gianni Brunoro, nell’articolo A proposito di Cristina, scritto con la collaborazione di Antonio Guida, la ritiene giornale «un po’ snobbato dalla critica fumettistica», di conseguenza poco noto, e così la presenta: «Era una testata a fumetti specificamente indirizzata a un pubblico femminile (che, a quei tempi, costituiva un target di scarso successo per i fumetti, che erano di tradizionale fruizione quasi esclusivamente maschile)». In quegli anni, inoltre, il fumetto in genere, era fortemente contestato da chi si occupava di istruzione giovanile. Della situazione, da me constatata ancora all’inizio degli Anni Settanta come insegnante di scuola media inferiore, si può avere un’idea dai giudizi severi e quasi animosi di Luigi Santucci, scrittore da me pur molto amato, nel suo libro La letteratura infantile, pubblicato a Bologna nel 1994 (Editore Massimiliano Boni, Terza Edizione, le prime due 1942 e 1958).
Un omaggio a Bodoni e ai lettori di Charta
Da un articolo di Mauro Chiabrando apparso sul nuovo numero di Charta appena uscito in libreria, il 126:
La passione di Longanesi è il Bodoni. “Mi sono accorto che con questo carattere non si può comporre che una prosa solida, senza mollezze e ben nutrita, altrimenti i difetti, gli errori e le debolezze vengono a galla come sugheri”.
Per celebrare i duecento anni dalla morte del grande tipografo saluzzese CHARTA ha scelto questa frase di Leo Longanesi (riportata dallo scrittore Piero Gadda Conti in un articolo dal titolo “Longanesi ovvero dello stampar bene”, apparso sulla rivista “Domus” il 1° maggio 1929) per illustrare la cartolina allegata a questo numero. In omaggio al re dei tipografi “tipografo dei re”, il testo è stato composto da Enrico Tallone con tipi bodoniani c. 18 tondo di cassa. La cartolina è stata quindi stampata su carta BFK Rives gris da 240 g/m2, pH neutro puro cotone con inchiostro blu Bronzo Lorilleux anni ‘60, proprio sulla platina Phoenix appartenuta a Maurice Darantiere e sulla quale a Dijon fu stampato nel 1922 l’Ulysses di Joyce.
Libriste
Nella Biblioteca Classense, Manica Lunga a Ravenna, venerdì 8 marzo 2013 alle 18.00 verrà inaugurata la mostra Libriste alla Classense, curata da Dino Silvestroni e Claudia Giuliani; precederà alle ore 14.30, presso la Sala Muratori, il convegno Libri d’artista: riflessioni sulla catalogazione, dedicato alla descrizione, conservazione e valorizzazione del libro d’artista nelle diverse realtà culturali, dalle biblioteche pubbliche ai musei, agli archivi privati.
La mostra esporrà all’incirca settanta opere di artiste italiane e straniere, in parte possedute dalla Biblioteca Classense, in parte provenienti dalla collezione privata di Marco Carminati, a partire dalle prime sperimentazioni degli anni Sessanta ai nostri giorni.
Orari
Dal 9 marzo al 27 aprile 2013
dal martedì al venerdì 15.00-18.30
sabato 10.00-17.30
Chiuso i lunedì e i festivi
Apertura straordinaria:
1 aprile dalle 10.00-13.00
Ricordo di Luigi Balsamo
Dopo alcuni anni di silenzio il Seminario sul Libro Antico riprende la sua attività di promozione degli studi librari e di aggiornamento per bibliotecari, bibliofili, amatori del libro e della lettura, dedicando questa edizione straordinaria alla memoria di Luigi Balsamo, maestro delle discipline del libro, nato a S. Damiano d’Asti il 12 aprile 1926 e deceduto a Bologna il 19 dicembre 2012.
Inaugurati da Balsamo il 10 giugno 1987, i cicli del Seminario sul Libro Antico si sono protratti a cadenza annuale fino al 1999, proponendosi come occasione formativa stimolante, all’origine e a fianco di successive iniziative pubbliche e private sulla storia dell’editoria e della lettura a Venezia e nel Veneto.
Un riepilogo dei principali indirizzi di ricerca sulla storia del libro tra XV e XVI sec., attirerà l’attenzione su alcune esperienze più recenti di conoscenza del libro antico dal punto di vista catalografico, storico, iconografico, all’intersezione di indagine su produzione del testo e cultura letteraria, a partire dalla pubblicazione dei volumi:
Tra i libri del passato e le tecnologie del presente: La catalogazione degli incunaboli, a cura di L. Baldacchini e F. Papi, Bologna, Compositori, 2011; Alle origini dell’editoria in volgare: Niccolò Zoppino da Ferrara a Venezia: annali (1503-1544), Manziana, Vecchiarelli, 2011; I marmi di Anton Francesco Doni : la storia, i generi e le arti, a cura di G. Rizzarelli, Firenze, Olschki, 2012; Donne cavalieri incanti follia. Viaggio attraverso le immagini dell’Orlando Furioso. Catalogo della mostra (Pisa, 15 dicembre 2012 – 15 febbraio 2013), a cura di L. Bolzoni, A. Girotto, in collaborazione con il comitato scientifico della mostra, Lucca, Maria Pacini Fazzi Editore, 2013.
In collaborazione con Nova Charta
Per informazioni:
Società Dante Alighieri COMITATO DI VENEZIA
c/o Ateneo Veneto, San Marco 1897 – 30124 Venezia
indirizzo sede Sant’Elena 3 – 30100 Venezia
telefono e fax 041 5234590
e-mail e internet info@venicedantealighieri.it
Biblioteca Nazionale Marciana Venezia
Piazzetta San Marco n.7 30124 Venezia
telefono 041.2407211 fax 041.5238803
Ufficio stampa
dott. ssa Annalisa Bruni
tel. 041.2407238
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Per il programma continua











