La mostra di Pinocchio al MUSLI

Dopo la presentazione a Firenze e in attesa di essere presentato in autunno a Parigi all’Istituto Italiano di Cultura, oggi, 9 giugno 2015 e fino al 2 luglio il MUSLI – Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia ospita una mostra dedicata al nuovo Pinocchio dell’Editore Tallone di cui vi avevamo già dato notizia.

La mostra permette di ammirare le pagine in metallo meticolosamente composte con i caratteri utilizzati per la stampa (ci sono voluti circa 12 mesi per le oltre 300 pagine del libro) e le opere originali realizzate per l’edizione da diversi artisti, tra cui Fulvio Testa, Luigi Stoisa, Stefano Faravelli, Ezio Gribaudo e Gianfranco Schialvino, che, ispirati a episodi diversi della fiaba, contribuiscono ad arricchire questo nuovo Pinocchio slanciato e dalla forte identità, in omaggio a Collodi che, infischiandosene di tutti i vincoli e i formalismi, sgombrò il campo dalla vecchia pedagogia barbosa e pedantesca, rinnovando la letteratura per l’infanzia (e non solo).

Charta 139 è stato pubblicato!

Charta 139 finalmente è acquistabile nel nostro bookshop

Apoteosi della civiltà

Pubblichiamo alcune immagini che per motivi di spazio non sono state inserite nell’articolo L’apoteosi della civiltà” di Enrico Sturani del numero 139 di Charta, pagina 30.

L’apoteosi della civiltà
Simboli e allegorie dell’Esposizione Universale del 1906 a Milano

Il Progresso e il boom produttivo del primo Novecento fu celebrato nelle maggiori capitali europee da grandi esposizioni internazionali. Anche da noi la produzione cresceva di quasi il 10% l’anno; la nostra borghesia imprenditrice glorificò tale momento felice con la più grande di tutte, e la maggiore tenutasi sinora a Mila- no; era il 1906, e veniva inaugurato il traforo ferroviario del Sempione: ora la Svizzera, Parigi e Londra erano più vicine; anche il celebre Orient- Express ne risultava avvantaggiato. Le allegorie dell’industria e del commercio potevano abbracciare quelle dell’arte e della cultura in un’unica “Apoteosi della Civiltà”.

Suo simbolo – su chiudilettere, cartoline e manifesti – furono due giovani ferrovieri nudi (ma uno di nome faceva Ermes), seduti sul muso della locomotiva che sta uscendo dalla galleria. Sono visti di spalle, così che l’osservatore, identificandosi con essi (sono due bei torcioni), vede dove arriverà il treno: in fondo in fondo, la pianura è rotta da un pirolino nero, il duomo di Milano. Autore di tanta cartolina, che più allegorica e più ufficiale non potrebbe essere, è Leopoldo Metlicovitz, uno dei più signorili – e simbolici – autori della scuderia Ricordi. L’immagine ha un tale successo che qualcuno, con poco sforzo, ne crea una variante pubblicitaria: sostituisce il pirolino con una più leggibile e attraente bottiglia di Fernet.

Questa è la grande lezione delle cartoline: più sono ufficiali e più aspirano a trascendere la realtà attraverso l’allegoria, a rischio di far ridere i polli, quando i loro Alti Valori siano tramontati.

(il testo completo dell’articolo è stato pubblicato su Charta n. 139 maggio-giugno 2015. Per acquistarlo andate al nostro Bookshop)

 

Ricette all’asta da Bolaffi

Giovedì 14 maggio al Grand Hotel et de Milan si svolgerà la prima asta di libri rari di gastronomia di Bolaffi e «la prima sull’argomento dal dopoguerra» precisa Cristiano Collari il  responsabile del reparto libri rari e manoscritti della casa d’aste torinese.
In catalogo vi sono circa tremila volumi antichi dal sedicesimo al ventesimo secolo suddivisi in 680 lotti di vari argomenti (banchetti, vini, cuochi, alimenti, gastronomia e letteratura) e valore, fino a tredicimila euro.

 

Oggi è l’ultimo giorno in cui saranno in esposizione antichi ricettari come ad esempio il ricettario del gastronomo latino Apicio oppure di Archestrato di Gela, tra i primi dell’antichità a occuparsi del tema. E poi il trattato di cucina rinascimentale di Bartolomeo Scappi, il cuoco segreto delle cucine vaticane sotto Pio IV e Pio V.

Del Novecento, invece, ci si potrà aggiudicare anche le opere di Artusi e Ada Boni e i testi sulla cucina futurista di Marinetti.

 

Anteprima di Charta 139

Il numero 139 di Charta  questo mese ha subito un ritardo rispetto alla solita uscita in libreria di cui ci scusiamo moltissimo con i nostri lettori e con tutti gli abbonati e, per farci in qualche modo perdonare, pubblichiamo in anteprima un estratto della rivista.

A brevissimo il 139 sarà disponibile in libreria e chi vorrà potrà acquistarlo direttamente dal nostro sito.

 

Primo Maggio le Biblioteche sono aperte!

Il Primo Maggio il Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo ha promosso le proposto l’apertura delle Biblioteche Italiane al fine di incentivare e diffondere la conoscenza del patrimonio culturale del nostro paese.

Riportiamo alcune Biblioteche che sappiamo aderiranno all’iniziativa:

 

- La Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia sarà aperta eccezionalmente al pubblico dall’ingresso al n. 7 di Piazzetta San Marco, con orario 13-19.

Per l’occasione sono previste  tre visite guidate alle ore 14.00, 15.30 e 17.00, che verteranno sulla storia della Biblioteca e sull’architettura dell’edificio della Zecca, attuale sede. Verranno, inoltre, illustrati i servizi offerti al pubblico, con una breve descrizione sull’evoluzione dei cataloghi. Si esporranno alcuni facsimili come piccolo assaggio del prezioso patrimonio della Biblioteca.

L’ingresso è gratuito. Non è necessario prenotare

Accoglienza: 5 minuti prima dell’orario stabilito. Per motivi di sicurezza, ogni visita sarà composta da  non più di 40 persone.

 

- La Biblioteca Universitaria di Bologna aderisce alla apertura straordinaria del 1 Maggio 2015.

Dalle ore 12.00 alle 18.00 saranno organizzate visite guidate alla sede monumentale, al Museo Marsiliano, alla mostra di edizioni facsimilari allestita nell’atrio dell’Aula Magna.

Prima visita: ore 12.15 – ultima visita: ore 17.15

 

 

- La Biblioteca Nazionale di Napoli sarà aperta dalle 9 e 30 alle 18 e 30, con ingresso gratuito. Le sale dell’antica biblioteca saranno aperte al pubblico, il quale potrà ammirare l’immenso patrimonio fatto di codici trecenteschi, apparati iconografici, mosaici, pitture, affreschi della rappresentazione teatrale e musicale della tradizione partenopea.

E ancora: versi, spartiti e rare incisioni discografiche delle canzoni napoletane composte tra l’800 e il 900 e una mostra,“Napoli 1943-1945: dalla Libertà alla Liberazione”, allestita in occasione del 70esimo anniversario della liberazione nella Sala Esposizioni, dove sarà possibile visionare materiale d’archivio, fotografie e stralci di giornali che raccontano la Napoli della Resistenza.

 

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