Charta_150_DIGITALE01L’eterno femminino tra simbolismo e art nouveau

Edoardo Fontana

Attraverso un importante excursus nella grafica, si indaga la nuova concezione della modernità tramite una diversa raffigurazione della donna che con le sue forme flessuose ed eleganti, amplificate dalla idealizzazione propria dell’arte fin de siècle, è modellata ancora sui toni ora edonistici ora misogini della fantasia maschile, da cui viene enfatizzata nel suo ruolo ora di angelo e ora di demonio.

Una casa per una causa

Renato Trevisani e l’Organizzazione Editoriale Tipografica di Roma

Gianni Giovannelli

La O.E.T. distribuiva ”una ricca e vasta scelta della migliore produzione” di Apollon, Astrolabio, Edizioni della Bussola, Danesi, De Fonseca, Documento, Eden, Faro, Migliaresi, oltre ad altre non romane come Cappelli, Carabba, ecc. L’anima di O.E.T. fu Renato Trevisani (1900- 1957), giurista ed economista, autore già nel 1930 di un Manuale di diritto del lavoro, ma soprattutto un vero esperto in tema di politica dei trasporti, specie nelle colonie.

Il perno e la ruota

Piccoli dispositivi dispensatori di sapere

Mauro Chiabrando

Ciò che accomuna i dispositivi che andiamo a presentare è il congegno ottenuto mediante la presenza di una o due facce di cartone variamente fustellate unite da un perno di metallo rivettato a racchiudere una ruota. Dalla fine dell’Ottocento questi gadget in cartoncino hanno messo alla prova l’ingegno dei loro artefici rivolto al conseguimento di diversi scopi: da quelli didattici a quelli pratici fino al puro intrattenimento.

Per i grandi formati della réclame

Dalla pietra allo zinco, la grande stagione della litografia

Edoardo Fontana

Al di fuori dal novero dei tecnici, degli artisti o degli storici delle arti grafiche, pochi conoscono il ruolo e l’evoluzione della litografia. Nata in origine per soddisfare l’esigenza di riprodurre immagini, anche sofisticate e difficilmente traducibili per la tipografia con l’uso dell’incisione in legno, la litografia si tramutò ben presto in una tecnica artistica a sé stante che grandi artisti fecero propria.

I libri di domani, oggi

Le Livre de demain di Arthème Fayard

Francesco Rapazzini

Una copertina giallo-arancio – all’epoca la si definiva “giallo-tango”. Un titolo stampato in nero con dei caratteri un po’ obliqui che non figuravano in alcun catalogo di fonts. Lettere potenti e geometriche che sovrastano un traliccio di tamaro stilizzato e sinuoso, munito di quattro bacche rosse. Un formato particolare, 238×188 millimetri. Una carta raffinata, pesante e piacevole al tatto, la celebre alfa. Le pagine sono ariose, le parole spaziate. Una serie di xilografie eseguite dai più importanti incisori di quel primo scorcio del XX secolo ornano le pagine di ognuno dei volumi della collana.

Il dopoguerra di un grande artista

La grafica come “seconda vita” di Attilio Rossi

Pablo Rossi

La vicenda artistica e culturale di Attilio Rossi si snoda tra il1909 e il 1994 e può essere divisa in tre parti. Il metodo di ideazione ed elaborazione rimane sempre lo stesso: grande attenzione al contenuto dei testi da “vestire” graficamente e confronto serrato con gli autori

Il libro e il metallo

Novecenteschi incontri tra carta e alluminio

Elisabetta Gulli Grigioni

L’incontro della carta con il materiale fatale, l’alluminio, che darà ad ambedue la gloria dell’opera d’arte futurista, avvenne con la creazione, nel 1927, del Libro imbullonato da parte di Fortunato Depero (1892-1930) e di Fedele Azari (1895-1930). Considerato il primo esemplare di libro d’artista, l’oggetto ebbe inoltre una enorme risonanza, riconoscibile anche in modeste realizzazioni, proponendo in linee audaci l’interazione tra carta e metallo nell’eco di antiche legature.

I sogni esotici dei fotografi

Enrico Sturani

Le donne raffigurate in cartolina a inizio Novecento e presentate a colori nel volumetto Femmes d’Afrique du Nord, sono commentate, spiegate e giudicate sia in quanto donne che in quanto cartoline; lo fanno una scrittrice d’origine locale Lila Sebbar, una ricercatrice specializzata nella storia di quest’area e nelle immagini di questo periodo Christelle Taraud e il loro collezionista Jean-Michel Belongey. Queste ragazze “da cartolina”, a volte leggermente discinte, per lo più sono orfane, costrette dalla miseria a profittare della situazione coloniale: questo è infatti il periodo in cui centinaia di migliaia di militari, uomini d’affari e coloni affluiscono nel Magreb. È il caso di stupirsene? di indignarsi?

La vita e le opere di Gabriele Galantara

Mauro Chiabrando

La storia d’Italia si può leggere in tanti modi, uno di questi è lo spoglio delle riviste satiriche. In occasione della ricorrenza dei 150 anni dalla nascita di Gabriele Galantara, in arte Ratalanga, il Centro Studi Gabriele Galantara per la Satira Sociale e di Costume, con sede a Montelupone, piccolo centro del maceratese, ha pubblicato, a cura di Fabio Santilli, un’importante monografia (Gabriele Galantara. La missione della caricatura nella storia e nell’arte) sul celebre disegnatore satirico, caricaturista, pittore, giornalista socialista e antifascista marchigiano.

I cataloghi commerciali del design italiano

Bruno Tonini

“Nati solitamente per un obiettivo immediato, presentare o vendere un prodotto, la loro esistenza è effimera, il loro destino era ed è il cestino della spazzatura. Esaurita la missione dell’esser veduti e consultati non trovano posto in libreria. Forse per questo non ci si dava pena di mettere una data né il nome dell’artista, perché non era arte da prendersi sul serio quella pubblicitaria, solo i professionisti e quei pazzi dei futuristi lo potevano pensare. Eppure questi effimeri opuscoli a volte sorprendono tanto sono belli e comunicativi, tanto possono evocare invenzioni, drammi, imprese memorabili: veri propri fossili dell’età industriale” (Cfr. P. Tonini, Design del libro e storia dell’industria, Gussago, L’Arengario, 2013, p. 3).

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